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.: Vini
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.: Dati dell'azienda 
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Bonezzi
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VINI BIANCHI
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Si adotta la vinificazione in bianco ottenuta mediante la pulizia
del mosto prima della fermentazione. Per il momento non si adottano macerazioni
sui bianchi, anche se non si esclude che si possano fare in futuro, in
particolare per malvasie e prodotti aromatici dove una macerazione breve
potrebbe date risultati interessanti. Pignoletto e Trebbiano vengono entrambi vinificati in bianco, la fermentazione avviene in
autoclave con il metodo Charmat, per evitare i depositi a fondo bottiglia. Dopo
la fermentazione in autoclave a tenuta di pressione, anziche’ farlo fermentare
in bottiglia, il vino viene messo in un grande contenitore, 15-20 ettolitri: il
vino rimane a contatto con il lievito nell’autoclave finta la fermentazione
quindi c’e’ una rifermentazione lenta in autoclave (non veloce e poi
imbottigliamento), poi lo si refrigera e lo si conserva a contatto con il lievito
per un certo periodo di tempo per dare
affinamento e maturazione al vino prima dell’imbottigliamento. E’ dunque un processo produttivo simile alla
rifermentazione in bottiglia. Un conto e’ usare l’autoclave per creare
pressione, un altro e’ usarla per rifermentare il vino e poi conservare il
prodotto rifermentato a contatto con il lievito, in alcuni casi anche per mesi
prima di imbottigliarlo. Il grosso pregio del lievito a contatto con il vino fermentato e’ che da complessita’ al prodotto: il vino semplice
rifermentato acquisisce la pressione, la spuma e restando a contatto con il
lievito per mesi prende i profumi secondari ed una certa complessita’, cosa
che accadeva con la fermentazione
naturale in bottiglia, in modo che il prodotto finale e’ molto simile al vino
che si otteneva con la fermentazione in bottiglia 20-30 anni fa.
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PIGNOLETTO
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E’ un vitigno particolare, e’ un bianco
che assomiglia molto ai rossi perche’ e’ molto ricco di tannini, ha una buccia
abbastanza spessa e a seconda dell’annata e della zona di produzione ha piu’
meno tannino nella buccia.
Ottimo con le carni bianche, e’ un
prodotto interessante perche’ ha una diffusione locale in Emilia Romagna, in 2
province di Modena e Bologna e in diverse zone DOC: Ril Reno, i Colli
Bolognesi, e i Colli Imoesi. Si sta ulteriormente diffondendo a macchia d’olio
perche’ e’ un vitigno abbastanza rustico quindi particolarmente adatto alla
coltivazione biologica, e’ resistente e da’ ottimi risultati sia in collina che
in pianura.
La
vinificazione si presta ad avere un vino tranquillo e fermo: normalmente non lo
si utilizza puro: viene tagliato con Chardonnay, Sauvignon o Riesling per
ingentilirlo leggermente e migliorare la qualita’ del Pignoetto avendo questa
rusticita’ che deve essere un po’ mitigata. Per otteberre invece un vino
frizzante lo puo’ usare in purezza con ottimi risultati: la spuma lo rende piu’
accattivante e lo arrotonda un poco, inoltre i residui zuccherini
contribuiscono a creare un prodotto equilibrato.
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TREBBIANO
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E’ il classico, perfetto vitigno neutro
che no ha caratteristiche particolari. Nella sua versione frizzante e’ un vino
leggero che puo’ essere utilizzato a tutto pasto senza profumi e strutture
impegnative: e’ molto sorbevole e molto semplice.
Si adegua a molte pietanze e al gusto di
molte persone: il trebbiano e’ un vino fresco, in alcuni casi aggressivo, ha
un’acidita’ che lo rende indicato a consumarsi durante il pasto. E’
particolarmente consigliato per minestre, fuoripasto, aperitivi e stuzzichini,
grazie all’acidita’ maggiore che stimola la salivazione.
E’
il vino tipico che bevevano i nostri padri, nonche’ l’uva prediletta per
ricavarne il mosto impiegato nella produzione dell’aceto balsamico
tradizionale.
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VINI ROSSI
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Lambrusco Grasparossa di Castelvetro e Lambrusco di Sorbara
La vinificazione adottata e’ quella tradizionale,
dove l’uva viene pigiata e macerata. Si ha quindi una fermentazione in presenza
di vinaccia, con macerazione piu’ o meno prolungata a seconda delle caratteristiche
del Lambrusco, se Grasparossa o Sorbara. Le macerazioni non sono
particolarmente prolungate perche’ si cerca di mantenere la nota fruttata del
prodotto e di non estrarre tannini particolarmente aggressivi dai vinaccioli. Anche per il lambrusco si pratica la
rifermentazione in autoclave.
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LAMBRUSCO GRASPAROSSA
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E’ un prodotto distintamente corposo, piu’
colorato, con caratteristiche organolettiche sostanzialmente differenti
rispetto al Sorbara perche’ e’ molto meno acido e possiede un profumo di
violetta piuttosto accattivante, e’ piu’ tannico e non va per questo motivo
gustato freddo altrimenti i tannini lo rendono duro e sgarbato, ma nemmeno a
temperatura ambiente come un rosso normale. La temperatura ottimale a cui
servirlo e’ tra i 13-15°C, essendo un prodotto strutturato con una dotazione
tannica importante.
Il gusto e’ pieno, armonico. Perfetto con
i primi piatti, con la pasta, i soufflée, gli arrosti, gli insaccati, i
formaggi. Chi sostiene che il lambrusco non e’ un vino da meditazione,
apprezzera’ comunque particolarmente il suo essere un vino da compagnia., da
bere tra amici.
Menzione
Speciale
83/100 8° Palio dei vini Frizzanti Matilde di Canossa (RE) 27-29
Maggio 2004
XIV Rassegna nazionale dei vini biologici organizzata
da Legambiente ed Enoteca Italiana di Siena – Categoria Vini
autoctoni - 1° Classificato Lambrusco Grasparossa di Castelvetro 2003 - Grosseto
15 Agosto 2004 http://www.maremmanews.it/07/07160804221203A.asp
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LAMBRUSCO DI SORBARA
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Il Lambrusco di Sorbara non ha la
colorazione carica che caratterizza gli altri lambruschi. Ha un’acidita’ piu’ marcata, nota non
privilegiata dal gusto in moda in questo momento, ma questo appartiene alla sua
tipicita’, ed il prodotto non va certo snaturato a favore di tendenze
provvisorie.
Anche
nel Sorbara si ritrova l’impronta
dell’annata. L’estate 2003, cosi’ calda e siccitosa causa la quale un po’
ovunque si e’ dovuta anticipare la vendemmia, si mostra offrendoci un vino
caldo, piu’ scuro del solito, con maggiore struttura.
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SPUMANTI
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Come Spumanti. Bonezzi &
Gozzi ne propongono uno aromatico e uno no. Nel non aromatizzato abbiamo
Chardonnay e Sauvignon, nell’aromatico Malvasia ed un pochino di Moscato.
La differenza con altri vini frizzanti e’
che gli spumanti hanno un’unica fermentazione, non sono stati rifermentati ma
il mosto crudo e’ stato vinificato in bianco ed avviato alla fermentazione che
si e’ conclusa all’interno dell’autoclave (abbiamo dunque un’unica
fermentazione primaria), il vino resta
sul lievito e si va ad imbottigliare, nel caso dell’aromatico con un certo
residuo zuccherino perche’ va ad ampilare le note floreali al profumo di rosa,
mentre l’altro e’ piu’ secco.
L’uva
e’ piu’ o meno profumata a seconda dell’annata (aromatico), mentre l’altro, che
ricorda molto lo Chardonnay, e’ uno spumante dove si sente il lievito a naso,
senza intereferenze di natura aromatica.
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